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In The Faceless collaborazione ed amicizia porteranno i giocatori alla vittoria contro un misterioso male? Scopriamolo nella nostre recensione!

Se c’è una cosa che abbiamo imparato fortemente quando eravamo giovani, è che l’amicizia è uno di quei legami che difficilmente viene meno nel corso della vita. Può mutare o ci si può perdere di vista, ma sappiamo tutti che nel nostro cuore i ricordi di quei momenti passati assieme non svaniranno mai. Ed è proprio l’amicizia il punto focale del prossimo gioco che andremo a recensire.

The Faceless è un gioco puramente collaborativo per 1-4 giocatori, partorito dalla italianissima Alter Ego Games tramite piattaforma Kickstarter e distribuita nel nostro paese dalla MS Edizioni. Nel gioco interpreteremo uno dei bambini che vivono ad Elm street (che vi ricorda?) alla ricerca del loro amico scomparso Ethan, viaggiando atraverso un mondo misterioso chiamato Duskworld e stando attenti a non essere scoperti dalla malvagia creatura chiamata Billygoat (che vi ricorda ancora?).

Attento… E’ dietro di te!

Una volta montato il tabellone al centro del tavolo è necessario posizionare sul Duskworld, in base alle specifiche del regolamento, la bussola (che rappresenta il gruppo di giocatori), Billygoat, gli ostacoli, le 3 miniature delle anime ai bordi del tabellone ed i ricordi di Ethan. Successivamente ogni giocatore pesca casualmente una carta personaggio (ognuno con diverse abilità) e tre carte evento (dopo aver messo 5 di queste negli appositi riquadri della plancia principale).

Scopo del gioco è quello di raccogliere gli 8 ricordi di Ethan e per farlo dovremo ricorrere alla “logica” delle calamite… si perché sia Billygoat che le 3 anime ai bordi della plancia hanno delle calamite che attirano o respingono la bussola principale e quindi dovremo stare attenti a ponderare ogni minima mossa.

Durante la partita infatti, ogni giocatore può eseguire una delle seguenti azioni per cercare di raccogliere i ricordi del proprio amico:

1) Camminare = si gioca una carta evento dalla propria mano ed in base al colore giocato, gli effetti sono differenti:

  • Verde – Gialla – Blu: muovere/ruotare una delle 3 anime corrispondenti al colore giocato ai bordi del tabellone come meglio si crede, ricordandosi che nessuna anima può scavalcare o essere piazzata adiacente ad un’altra anima;
  • Rossa: Muovere/ruotare Billygoat in qualsiasi direzione;
  • Viola: muovere la bussola in qualsiasi direzione ignorando dove punta la freccia rossa.

Una volta giocato l’effetto sarà necessario (tranne per la carta viola) muovere la bussola nella direzione indicata dalla freccia rossa di tante caselle quanto è riportanto in basso a destra della carta giocata;

2) Riposare = pescare tante carte evento dalle colonne a sinistra del tabellone, fino ad averne un massimo di tre;

3) Sussurrare = scambiare una carta direttamente con un giocatore oppure far scambiare due carte ad altri due giocatori.

Alla fine del proprio turno la carta giocata va scartata, si pesca poi una carta dal mazzo evento e la si aggiunge su una delle 5 colonne a sinistra del tabellone per attivare poi uno degli effetti negativi in base al colore uscito. In qualsiasi momento invece è possibile giocare uno dei ricordi raccolti per usufruire del relativo bonus o per non perire quando ci si scontra con un ostacolo.

Come anticipato precedentemente, la partita prosegue fino a quando tutti i ricordi sono stati raccolti. Se invece in qulsiasi momento Billygoat si trova nello stesso spazio della bussola, il mazzo evento termina oppure finiamo nello sontrarci con un ostacolo e non abbiamo ricordi da utilizzare per salvarci la pelle, i giocatori sono sconfitti ed Ethan è perso per sempre.

Il mondo di Duskworld

Come può essere chiaro a tutti il gioco trae ispirazione dall’ormai noto Stranger Things e l’ambientazione si respira a fondo durante le partite, difatti non saranno poche le volte in cui ci si sentirà braccati dal mindfl…. ehm volevamo dire da Billygoat e in questo The Faceless vince a mani bassi. Molto importante è anche la collaborazione tra i giocatori, questo perché basta un piccolo errore di calcolo per fare in modo che quel dannato mostro appaia alle vostre spalle e tutto ciò senza considerare il fattore tempo (che ansia quel mazzo evento che poco a poco diminuisce dopo ogni turno).

Purtroppo però a nostro parere i pregi del gioco terminano qui: grazie alla sua meccanica innovativa infatti The faceless sulla carta doveva essere un punto di svolta nel mondo dei giochi da tavolo, ma a causa di un gameplay piuttosto statico e abbastanza lineare, purtroppo non riesce a fare quel salto in più per renderlo degno di un acquisto. Inoltre anche se le partite risultano essere  brevi (30 minuti in media), il gioco è affetto da paralisi d’analisi e non risulta cosi difficile che tra i giocatori spicca il cosidetto “leader”, il quale potrebbe suggerire le migliori mosse agli altri partecipanti.

Oltre a ciò si aggiunge una longevità abbastanza scarna, perché ogni partita è uguale alle altre; certo ci sono degli scenari aggiuntivi e alcune carte/segnalini che vengono definiti “espansione”, ma non aggiungono nulla di innovativo alle partite. Poi per carità nulla da ridire sui materiali che risultano di buona fattura, ma far pagare 50€ un gioco che ha un mazzo di carte, pochi segnalini, un tabellone e 4 miniature… la parola furto mi sembra più che azzeccata.

Lasciamo Ethan dov’è

The faceless è un titolo che per le prime due/tre partite ti fa abbozzare un sorriso sulle labbra, ma poco dopo ci si accorge che non lascia quel segno che avrebbe dovuto meritare e di conseguenza rischia di prendere polvere sugli scaffali di quei giocatori che cercano qualcosa di più adrenalinico. Ottimo se lo si vuole proporre ai neofiti, ma tanto vale a questo punto puntare la propria bussola verso qualche altro titolo che possa dare più longevità alle vostre serate di gioco.

  • PRO

  • Facile da apprendere

  • Ottima ambientazione

  • Meccanica innovativa

  • CONTRO

  • Gameplay poco ispirato

  • Prezzo eccessivo

  • Scarsa longevità

  • Anche in 4 si rischia che sia uno solo a giocare

Componenti
Gameplay
Apprendimento regole
Bilanciamento
Longevità
Media

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