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Dalla TV di casa ai nostri tavoli il passo è breve, forse un po’ più lungo trattandosi di zombie, nella recensione di Resident Evil 2 il gioco da tavolo!

Il 1998 è stato un anno importante per noi quando eravamo ragazzi: Pantani strappò la vittoria all’ultimo secondo durante il Tour De France, il cantante Lucio Battisti ci lasciava per sempre (purtroppo) e Titanic era il primo film ad aggiudicarsi 11 statuette ai premi Oscar. Meno noto è un altro evento… meno noto per la gente comune ma molto atteso per i videogiocatori amanti dell’horror. Usciva infatti il sequel di un videogame tanto amato quanto terrorizzante per l’epoca e stiamo parlando di Resident Evil 2. Dopo 20 anni ci troviamo qui sconvolti ed eccitati per l’arrivo del suo remake sulle console di nuova generazione (ne parliamo proprio QUI NELLA NOSTRA RECENSIONE), ma in realtà siamo ancora più eccitati per l’arrivo sugli scaffali del gioco da tavolo… si avete capito bene un board game dedicato alla saga più amata dai videogiocatori di tutto il mondo.

Benvenuti a Raccoon City Board Game Department

Resident Evil 2 è un Dungeon Crawler a tema Survival Horror per 1-4 giocatori, creato dalla Steamforged Games tramite una fruttuosa campagna Kickstarer ed uscito alla fine del corso del 2018. In RE 2 impersoneremo uno dei protagonisti (e non) del capitolo più intrigante dell’omonima saga videoludica dove, scenario dopo scenario, andremo a rivivere le fasi salienti della storia del videogioco stesso.
Il gioco inizia nella maniera più canonica: una volta scelto il personaggio assieme all’equipaggiamento iniziale, decidete uno scenario da giocare che sia one shot o a campagna (ovviamente consigliamo quest’ultima) e una volta preparato il tutto potete cominciare la partita. A turno ogni giocatore dovrà seguire queste 3 fasi:

Fase Azione: qui i giocatori hanno a disposizione 4 azioni a testa da utilizzare per aprire/chiudere porte, muoversi, attaccare, raccogliere/scambiare oggetti e salvare la partita (dopo spieghiamo meglio);

Fase reazione: in questa fase tutti i mostri collegati col pg appena utilizzato effettuano un’azione di movimento e/o attacco. Per “collegato” si intende sulla stessa tessera e/o tessere adiacenti con porte aperte dell’eroe appena utilizzato. Attenzione che la fase reazione può avvenire anche nella fase azione di un giocatore se quest’ultimo attacca un non morto mentre ce ne sono altri che vengono ignorati.

Fase Tensione: alla fine del turno il giocatore pesca dal mazzo tensione una carta che può rappresentare o meno una minaccia nascosta. A parte per i primi due scenari, questo mazzo è necessario tenerlo d’occhio perché una volta terminato è Game Over per i giocatori. L’unico modo per poterlo resettare è quello di salvare la partita… si intendo proprio con il raccogliere i famosi nastri d’inchiostro utilizzandoli con la macchina da scrivere (figata!!!).
La partita comunque continuerà in questo modo da giocatore a giocatore, fino a quando non si raggiunge l’obiettivo di missione o fino a quando il mazzo tensione termina oppure tutti i giocatori sono morti.

Fuggiamo da questa dannata città

Dopo la scottante delusione di Dark Soul (VEDI LA NOSTRA RECENSIONE) creato sempre dalla Steamforge Game, eravamo pronti a tutto… ma non pensavamo che le brutte sorprese sarebbero iniziate con l’apertura della confezione. Speranzosi di trovare del materiale all’altezza del summenzionato titolo, ci siamo trovati di fronte a dei materiali grezzi e poco soddisfacenti: miniature nella media ma di grandezza inferiore a quanto ci aspettassimo, tiles di gioco con disegni poco chiari e troppo scuri (tanto valeva farli direttamente neri), token delle porte/casse ridicoli e carte a dir poco fragili. Volevamo scaraventare il gioco all’aria, ma dopo questa prima scoperta ci siamo guardati e ci siamo detti “vabbè… tanto vale provarlo”.

Dopo la prima partita non volevamo crederci… mentre con Dark Soul hanno creato un gioco dai materiali formidabili e da un gameplay noioso e scontato, qui è successo tutto il contrario, creando difatti un gioco dai materiali scadenti ma con un gameplay funzionante, divertente e che rispecchia fedelmente la parola Survival Horror. Ad ogni turno infatti il giocatore sentirà il peso della tensione e proverà il vero orrore chiedendosi se e come sopravviverà. Ai più esperti verrà subito in mente magari una congiunzione con l’ormai noto Zombicide, ma vi dico sin da subito che con questo titolo non ha nulla a che fare. Mentre infatti quest’ultimo si basa sul “caos” facendo fuori in maniera grottesca e fumettosa le orde di non morti, in RE 2 dobbiamo stare attenti ad ogni singolo nemico e ad ogni singola munizione (eh si ragazzi… se finiscono dovete arrangiarvi con il coltello). La fuga poi non è una vergogna in questo gioco, ma anzi il più delle volte è un must in quanto si può essere a corto di munizioni o si è circondati da un’orda famelica di zombie e in questa prospettiva fuggire, ricordandosi di chiudere per bene la porta alle nostre spalle, non è una cattiva idea (considerando anche il fatto che un semplice zombie all’inizio possa essere ucciso solo con un risultato su sei la dice lunga).

Simpaticissima l’idea del sistema di salvataggio per rimescolare il mazzo tensione e ottima anche l’idea di titrare un D6 quando si esplorano determinate stanze per vedere se c’è qualche brutta sorpresa al suo interno. Grazie a questi fattori infatti l’ambientazione si respira benissimo e la tensione è palpabile… peccato veramente per i materiali scarni che abbassano di molto l’aspetto visivo. Noi siamo stati fortunati perché avendo preso il Kickstarter siamo in possesso delle carte in stile retrò e delle porte 3D che aumentano significamene l’ambientazione del gioco, ma per coloro che prenderanno la versione retail questi materiali saranno del tutto assenti (a fronte poi di una spesa esagerata di circa 110€ per la sola versione base).

Per quanto concerne la longevità problemi non ce ne sono in quanto gli scenari sono molti e le espansioni aggiungono molto pepe al già abbondante condimento… si parla infatti di tutte le mutazioni di William Birkin, un kit per aggiungere nuovi mostri ed eroi come le piante umane ed il tanto amato (e sfortunato) Brad Vickers ed infine anche un’espansione che ci permetterà di giocare la famosa storia “B” contro il terribile Mr. X.

It’s up to you to take out Umbrella

Resident Evil 2 è stata una doppia sorpresa i quanto non ci aspettavamo proprio che fosse cosi divertente da giocare, cosi come non ci aspettavamo di essere delusi da una qualità di materiali al di sotto della media. Purtroppo il prezzo non aiuta di certo a farlo essere appetibile per tutti i giocatori, ma se siete amanti del videogioco o anche amanti del genere dungeon crawler con elementi di survival horror, fidatevi del nostro giudizio e acquistate una copia del gioco assieme al vostro gruppo di amici, non ve ne pentirete assolutamente… cercate di sopravvivere all’orrore però,non sarà per nulla facile!!!

  • PRO

  • Gameplay fedele al videogioco

  • Survival horror allo stato puro

  • Longevità assicurata

  • Oro per i nostalgici

  • CONTRO

  • Materiali di gioco da rivedere

  • Ambientazione rovinata da alcune scelte estetiche

  • Prezzo proibitivo

Componenti
Gameplay
Apprendimento regole
Bilanciamento
Longevità
Media

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