Pubblicità

Nato su Kickstarter e mutato nel tempo, Legends of Aria prova a prendere l’eredità del Re Ultima Online. Ci riuscirà?

Era il lontano 2014 quando la neo fondata Citadel Studios approdava su Kickstarter con il progetto Shards Online. Da subito il team rende chiara la volontà di riprendere il lascito del celebre Ultima Online, uno degli mmorpg più celebri che ha portato alla ribalta il genere. Non è infatti un caso che il CEO di Citadel Studios, Derek Brinkmann, sia stato per anni il Lead Engineer proprio del buon vecchio Ultima.
Dopo una partenza non troppo fortunata il progetto riparte, ottenendo questa volta oltre 100.000$ per aiutarli nell’impresa. Sono infatti tantissimi i fan di Ultima che da anni attendono un successore che ne rispolveri le caratteristiche principali in chiave rimodernata. Passano però anni e lo sviluppo rallenta, perdendo pian piano frequenza nelle news fino ad un punto di svolta: quel che fu Shards Online diventa Legends of Aria. Con questo colpo di coda il team riporta nuova linfa al progetto non solo per il cambio di nome, ma per nuove scelte tecniche che avvicinano il titolo ancora di più allo storico mmorpg sandbox.

Oggi abbiamo la possibilità di iniziare le nostre avventure con l’acquisto sul sito ufficiale, oppure attendere la seconda metà di Gennaio per l’uscita Steam. Noi lo abbiamo provato e di seguito vi diremo, da appassionati di Ultima Online, la nostra impressione.

Sapore di sandbox

Iniziamo col dire che il gioco è attualmente in early access, termine che indica un prodotto ancora in fase di sviluppo. Parliamo comunque di un eccellente early, considerando i livelli qualitativi alla quale il mercato ci ha abituati. Appena avviamo il gioco subito sentiamo qualcosa di nostalgico, la semplicità di pochi menù, di un’interfaccia PC oriented, spartana e concreta. Si sceglie il server, tra gli official (al momento tre divisi per continente) e quelli della community che stanno crescendo di giorno in giorno. Noi abbiamo scelto di provare sia il server ufficiale che quello italiano, LoA Italia, che da subito si è distinto tra i migliori server custom e che sinceramente consigliamo a mani basse. Una parte importante di Legends of Aria infatti risiede nell’offrire un client dinamico, che possa piegarsi alle diverse esigenze di ciascun server. Proprio l’admin di LoA Italia ci indica che le potenzialità di personalizzazione sono enormi, addirittura superiori a quanto offerto da UO, grazie al fatto che il titolo nasce con il concetto di modding ben in testa.
Conclusa la scelta del server passa quindi alla creazione del personaggio, che ricorda in tutto e per tutto quella del vecchio titolo a cui si ispira. Un giocatore moderno potrà storcere il naso per le risicate scelte estetiche, che per il momento lasciano poco spazio alla fantasia. E’ sicuramente un punto sul quale si potrà lavorare parecchio in futuro. Al contrario invece la scelta delle abilità è quanto di più articolato, traendo a piene mani tipologie e caratteristiche sempre dal vecchio Ultima.

Le abilità del personaggio si dividono in 20 rami di combattimento e ben 11 di crafting, di cui ciascuna può essere portata fino ad un valore massimo di 100. Per rendere le cose difficili però ogni personaggio ha un cap massimo complessivo di 600 punti, spingendoci a scegliere se portare sei abilità al massimo livello od optare per combinazioni diverse. Altra cosa interessante è che la crescita delle abilità è legata al diretto utilizzo delle stesse, così come avviene anche nella serie The Elder Scrolls, e sarà ad esempio fondamentale castare magie per aumentare la skill relativa oppure cucinare per aumentare pian piano cooking. Rispetto ad UO alcuni rami ridondanti sono stati unificati, semplificando leggermente la build del personaggio ma bilanciando con un cap complessivo più basso (600 punti vs 700).
Naturalmente fanno la loro comparsa anche i valori di forza, agilità, intelligenza, costituzione, volontà e sapienza che costituiscono le statistiche del giocatore come in ogni buon rpg che si rispetti.
Le profonde radici sandbox ci permettono quindi di creare qualsiasi combinazione e stile di gioco, miscelando le tante attività presenti. Molto particolare è ad esempio le professione di Tamer, ovvero addestratore di animali che potremo utilizzare in combattimento (Pokemon chi?), come animali da carico o semplicemente venderli al miglior offerente.

Economia ed ecosistema

Uno degli aspetti più importanti di un sandbox è l’ecosistema e l’economia che lo regola. Anche in questo Legend of Aria riprende le formule di UO senza troppi giri di parole. Ogni player infatti potrà dilettarsi a suo modo nel crafting, utile per se stesso e per la comunità. Molti degli oggetti del gioco infatti possono essere ottenuti esclusivamente se creati manualmente e questo conferisce all’intero sistema un potere enorme, senza contare che praticamente ogni oggetto può essere craftato a patto di avere le giuste competenze. Affidarsi quindi ai soli npc sarà possibile solamente per le primissime ore di gioco, dopo le quali la cooperazione diventa obbligatoria. Come anticipato le arti commerciali sono ben 11, e vanno dalla creazione di armi e armature fino a quella di rune per il teletrasporto, pergamene per castare le magie o ancora la fabbricazione di arredi per casa.

Avete sentito bene, in Legend of Aria è possibile costruire la propria casa scegliendo tra svariati modelli disponibili. Il posizionamento trall’altro è diverso dai moderni mmorpg poichè non instanziato e quindi, una volta piazzata la casa fuori dalle mura cittadine, sarà visibile a tutti gli altri giocatori. Per valorizzare ancora di più l’economia però sarà possibile anche piazzare un npc mercante, detto vendor, nel proprio lotto. Questi si occuperà di offrire agli altri abitanti del mondo i vostri oggetti per il prezzo da voi impostato, creando delle vere e proprie attività commerciali.

Il mondo di gioco invece è molto ampio, dividendosi per regioni nella mappa di Celador. All’interno possiamo trovare diverse cittadine oltre ai consueti dungeon, insediamenti di creature varie e misteriosi luoghi dove avventurarsi. Non sono presenti limitazioni territoriali, quindi un giocatore di basso livello può ispezionare qualsiasi antro, rischiando però di trovarsi faccia a faccia con un mostro mortale. Gli esemplari di creature presenti sul territorio ammonta ad oggi a circa 80 tra mostri, animali ed umanoidi vari. Possono sembrare parecchi ma, considerando la grandezza della mappa di gioco, sarà necessaria in futuro una maggiore varietà.

PVP e Full loot

Come veterani di guerra, solo alcuni ricordano il full loot di UO e naturalmente anche questo aspetto è stato ripreso 1:1. La mappa di gioco si divide in regioni “sicure” ovvero protette contro attacchi di altri giocatori e zone “non sicure” dove ogni giocatore potrà potenzialmente uccidervi. Ci sono poi altri aspetti legati al proprio allineamento derivante dalle proprie azioni. Se faremo i cattivi infatti diventeremo “chaos” riconoscibili dal colore arancione ed attaccabili senza problemi anche nelle zone protette. Nel caso di cattivi recidivi invece diventeremo “Outcast” dal colore rosso, che non potranno entrare nelle città protette essendo banditi. Per quale motivo si dovrebbe subire tutto ciò? Perchè il PVP paga, e paga tutto quello che si ha. Una volta ucciso un player avversario infatti il suo corpo rimarrà a terra, contenente tutti gli oggetti che il giocatore morto aveva con se. Sarà quindi molto rischioso avventurarsi con un equipaggiamento troppo costoso, ma altrettanto premiante avere la meglio su altri player. Insomma non si scherza, senza contare che la maggior parte delle mete interessanti si trovano in zone non sicure. L’unica protezione che avremo sarà quella di poter assicurare singolarmente i propri beni, che in cambio di denaro torneranno nel backpack una volta resuscitati, ma sarà necessario scegliere bene cosa assicurare…

Il pvp è però uno degli aspetti più complessi, poiché il bilanciamento generale predilige alcuni stili di gioco e ne penalizza altri. Del resto il grande pubblico ha iniziato a defluire solo da poche settimane e i ragazzi di Citadel Studios stanno facendo frequenti aggiustamenti per trovare la quadra del cerchio. Anche in questo caso bisogna accedere al gioco con la consapevolezza che si tratta pur sempre di una versione pulita, ma ancora in fase di lavorazione.

Nostalgia canaglia

Ogni amante di Ultima non può che rimanere estasiato davanti al potenziale di Legends of Aria. Il titolo di Citadel Studios infatti ha tutte le carte in regola per evolversi e diventare il suo degno successore. Attualmente infatti la versione del gioco è stabile e pienamente godibile, ricca di contenuti che farebbero gola a tanti rpg già sul mercato da un pezzo. La sua più grande forza però è anche il suo tallone d’Achille poiché i contenuti sono comunque una frazione di quelli che UO ha introdotto nell’arco della sua storica vita. Siamo fiduciosi comunque che l’eventuale successo del titolo porterà tantissime aggiunte e miglioramenti, arricchendo un’esperienza “unica” che non si vedeva da anni in un prodotto nuovo (21 per la precisione).
Rimane invece un altro problema difficilmente risolvibile, ovvero il suo gameplay vecchio stile che affascina i nostalgici ma lo rende ostico per i più giovani, abituati ad una immediatezza e semplicità ben diverse. Se siete amanti di D&D però non potrete più fare a meno delle sue statistiche e peculiarità!

CONTRIBUISCI A FAR CRESCERE DIEbyDICE.com, BASTA UN SEMPLICE MI PIACE!

Pubblicità