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Ci sono voluti tantissimi anni di lavoro, ma finalmente l’opera d’arte è tra noi. Che tu lo abbia già giocato o sia indeciso all’acquisto, ecco per te la recensione di Red Dead Redemption 2 by DIEbyDICE

C’erano una volta i banditi… persone spietate che vivevano per razziare ed uccidere il prossimo, che facevano dell’egoismo il loro pane quotidiano e della crudeltà la loro religione. Alle porte del XX° Secolo però la legge e l’ordine stavano prendendo il sopravvento, ponendo finalmente (e giustamente) termine a queste spietate scorribande.

Il Grande Ovest

Con queste premesse inizia una delle storie più promettenti che il panorama videoludico potesse fornirci. In un’America che ormai sta accogliendo a braccia aperte le nuove scoperte tecnologiche e che sta sbarrando la strada a persone come il nostro protagonista, in Red Dead Redemption 2 vestiremo i panni del criminale Arthur Morgan il quale, accompagnato dai suoi fidi compagni della banda Van Der Linde (tra cui John Marston, protagonista del primo capitolo del gioco), dovrà cercare di sopravvivere in tutti i modi in un mondo che oramai non lo accetta più. Qui la Rockstar Games vuole farci già capire con che mistura vuole improntare la trama del gioco, grazie ad un mix di avventura e sopravvivenza… degna anche di un Western a cui siamo stati abituati a vedere in televisione.

Da qui in poi la trama si evolverà (niente spoiler promesso), ma non sarà solo quest’ultima a progredire e adesso spieghiamo subito il perché. Durante il corso del gioco saremo infatti obbligati (se non lieti) di viaggiare in moltissimi luoghi attraverso una delle mappe più estese viste fino ad ora e sarà normale incappare in molte città differenti e come si sa, il tempo passa per tutti. Queste città di cui parliamo non rimangono “ferme”, difatti con l’avanzare delle missioni può capitare che tornando in un determinato luogo si siano allargate delle fattorie o costruite nuove case… ma anche l’opposto, come case abbandonate che vengono usurate dal tempo o altre abitazioni incendiate per via dei saccheggi… e questo Signori miei è solo la punta dell’iceberg.

Se infatti non dovessero bastarvi le 60 ore previste per la trama principale, sappiate che in giro per il mondo di RDR2 potete fare ogni tipo di attività, come andare a caccia di animali (per le loro pelli o carni), giocare d’azzardo per i saloon o nel vostro accampamento, collezionare figurine, dissotterrare ossa di dinosauro, svaligiare case, riscuotere debiti e… tanta ma tanta altra roba (tra cui molteplici easter egg che gli autori del gioco hanno voluto inserire) che sarebbe difficile da elencarla tutta. Attenzione però che poter fare tutto, non significa essere liberi di poterlo fare visto che ogni azione comporta una reazione; fare del male alle persone o derubare cavalli e/o denaro ai poveri malcapitati abbasserà notevolmente il nostro livello di onore e saremo malvisti dai vari passanti (oltre che dai tutori della legge). Al contrario invece rispettando il prossimo, aiutando il nostro accampamento fornendo cibo e denaro ed evitando una vita “spericolata”, le persone intorno a noi reagiranno col sorriso alla nostra presenza e avremo anche dei bei sconti nei vari negozi delle città, dove potremmo comprare equipaggiamenti, armi, vestiti, bevande, cibo e cavalli nuovi.

Come brevemente anticipato poco fa, Arthur non dovrà poi preoccuparsi solo degli sconosciuti, ma anche dei suoi amici più cari  come i componenti della sua banda e… del suo cavallo. Sarà infatti necessario (se non indispensabile) fare qualche lavoretto per il proprio accampamento, come tagliare la legna o donare del denaro per migliorare quest’ultimo ed anche interagire con gli altri componenti della banda è importante (come parlare, giocare, mangiare o ballare con loro) in quanto utile a far salire il proprio livello di onore o per stringere rapporti più intimi con i propri compagni d’avventura. Ma uno di questi rapporti di cui non potete fare a meno è invece con il vostro cavallo, sarà infatti necessario accudirlo e addestrarlo con cura per fare in modo che rimanga sempre al vostro fianco (soprattutto nei momenti più difficili) o per sbloccare nuove abilità durante le tante cavalcate che affronterete insieme.

Il realismo magico

Tutto ciò di cui abbiamo parlato fino ad ora (più tante altre cose che preferiamo non citare per non rovinarvi la sorpresa) serve ed aiuta a rendere un gioco tanto perfetto quanto realistico. Infatti, tanto per fare un esempio, bisogna fare attenzione anche agli sconosciuti che incontriamo sul nostro cammino, in quanto possiamo mostrarci cordiali o al contrario addirittura rapinarli, abbassando di conseguenza il nostro onore. Insomma tante piccole cose che messe assieme formano un’esperienza ludica magnifica.

Menzioni d’onore vanno anche al comparto grafico, dove la Rockstar Games ha fatto un lavoro con i contro fiocchi; è bello sparare, correre, nascondersi e tutto il resto, ma sfido chiunque di voi a non fermarsi in groppa al proprio cavallo, per ammirare i maestosi e suggestivi panorami che man mano andremo a scoprire. E’ sempre un piacere anche vedere il volto del nostro caro protagonista e dei suoi degni  compari, capaci di essere umanamente carismatici in un mondo dominato dai pixels… ed il tutto ruota alla perfezione intorno ad un mondo fluido che scorre senza troppi rallentamenti. Sicuramente la versione Xbox One X è la più solida e fluida, ma anche la controparte su PS4 Pro fa vedere i suoi muscoli. Qualche calo di frame rate più evidente lo si può invece trovare nella versione PS4 classica, che svolge comunque un lavoro egregio considerando l’hardware a disposizione. Ovviamente anche qualche bug sporadico è stato registrato durante alcune partite, ma nulla che interrompa tale fiaba).

Ma cos’è in fondo una storia senza una musica a farle da contorno? E che contorno signori, si vede proprio che i programmatori hanno preso spunto da due grandi maestri per sfornare le migliori qualità di questo titolo. Uno è ovviamnete il grande Sergio Leone  (molte delle scene che vedrete hanno preso spunto dai suoi film e lo capirete anche voi a tempo debito), mentre l’altro è  Ennio Morricone dove le musiche sono egregiamente ispirate ai suoi più grandi lavori e non passerà un momento in cui vi annoierete ad ascoltare queste sinfonie, compresa la schermata del caricamento iniziale.

Cavalchiamo insieme fino al tramonto

Cos’è che rende grande un gioco come Red Dead Redemption 2 quindi? Un gameplay che, anche se non immediato, riesce ad immergerti all’interno di una realtà alternativa? Oppure la recitazione dei personaggi protagonisti al pari quasi degli attori in carne ed ossa di Holllywood? Metaforicamente parlando secondo noi non c’è una singola ruota che fa funzionare bene il carro (tanto per rimanere in tema), ma sono tutte le ruote, cavalli compresi, a rendere perfetto un tragitto. Tanti piccoli componenti (dal più semplice come i dialoghi ai più complessi come l’intero narco narrativo) che presi singolarmente sono pensati bene, ma che messi insieme riescono ad integrarsi tra loro rendendo il tutto perfetto. Questo è RDR2 in fin dei conti… un’esperienza ludica che in se per se è eccellente, ma che grazie alle nostre mani sul pad e di conseguenza al nostro intervento, diventa perfetto.

  • PRO

  • Più di 60 ore di gioco

  • Scontri adrenalinici

  • Libertà assoluta

  • Narrazione incredibile

  • Personaggi caratterizzati in modo eccellente

  • CONTRO

  • Non esente da bug

  • Ritmo volutamente lento, non adatto a tutti

  • Alcune leggende narrano che ad un certo punto il gioco finisca…

Grafica
Audio
Gameplay
Storia
Media

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